Nome: Ramon.
Cognome: Vargas Esposito
Soprannome: -
Nato il: 2 Settembre 1990
A: Napoli, Italy
Descrizione fisica: Occhi marroni, non troppo scuri e capelli castani, del colore simile a quello degli occhi. Da tipico mediterraneo. E’ abbastanza alto e ben proporzionato, sebbene con poca presenza di muscoli. La sua ossatura è molto robusta e gli consente di compiere sforzi superiori alla norma senza correre pericolo. Ama correre, anche se per il suo “istinto acquisito”, e per questo si tiene in forma.
Descrizione caratteriale: Furbo, intelligente, acuto osservatore. All’apparenza può sembrare serio, forse fin troppo, ma chi lo conosce bene può dire che non è così. Simpatico, pazzo, ironico…all’occorrenza. Spesso ama scherzare con il suo senso dell’umorismo e con le sue “trovate” riesce sempre a regalare un sorriso. Molte persone pensano che sia un’idiota, forse perché spesso può sembrare immaturo agli occhi dei più grandi o contrariamente troppo maturo agli occhi dei più piccoli. Spesso ha bisogno di stare da solo ma non perché rifiuti la compagnia, ma perché caratterialmente è molto solitario. Non ha un istinto da eroe, ma spesso la curiosità fa si che si immischi in situazioni che non lo riguardino in prima persona. Quando qualcuno lo fa arrabbiare davvero sarebbe capace di ammazzare. E’ inoltre un po’ diffidente, proprio come i gatti, si fida soltanto di poche persone, quelle poche che sanno dimostrargli affetto e fiducia, anche se in fin dei conti ama essere libero, senza troppi legami. Sa essere molto vendicativo ma anche estremamente adorabile: non per niente è combattuto tra uno spirito umano e uno animale.
Potere: Doppia personalità controllata / Felinomorphia.
Descrizione potere: Sebbene il corpo sia uno, al suo interno sono ospitati due anime/spiriti differenti. Quello di Ramon e quello di un gatto, che quando prende il sopravvento lo porta a comportarsi da tale. Di solito è Ramon stesso a decidere quando far intervenire l’altro spirito ma talvolta, emozioni molto forti non riescono a controllarlo. Non muta la sua forma, sebbene i suoi occhi mutino in quelli di un felino. L’unica cosa di Ramon che cambia è forse il suo carattere: diventa infatti più impulsivo, sviluppa meglio i cinque sensi e aumenta la sua agilità. Riesce, inoltre, a comunicare con i gatti, miagolando. Riassumendo, pur restando umano, riesce a comportarsi come un vero e proprio gatto, con tutte le sue peculiarità.

Background: Nasce a Napoli, in clinica, come tutti i bambini normali. E, infatti, alla nascita, lo è. Come la maggior parte dei bambini passa un’infanzia felice, con sua madre, una bella donna mediterranea dalla quale ha ereditato la maggior parte dei suoi tratti, e suo padre, sudamericano, un commerciante argentino.
Da piccolo si conquista l’amicizia di tutti grazie alla sua simpatia, alla sua schiettezza, alla sua naturalezza. Ha una gran folla attorno a lui, sempre al centro dell’attenzione.
A 10 anni aumenta la passione di Ramon per i gatti, a tal punto da costringere i genitore a fargliene avere uno come animale domestico: un bel gatto persiano dal pelo nero come la pece e con un paio d’occhi simili allo smeraldo. Ramon lo chiamò Miguel, perché secondo il suo parere gli animali dovevano essere al pari dell’uomo e potevano quindi avere nomi comuni.
Aveva 11 anni quando tornò in Argentina, dopo aver passato tutta la sua infanzia a Napoli, in Italia, con la madre a casa dei suoi nonni. Terminò la scuola in quinta elementare e nonostante fosse suo obbligo continuare a studiare, cominciò ad aiutare il padre nel suo lavoro, commerciando i prodotti dell’Argentina in varie zone del mondo. Per ciò viaggiò tanto, passando per tutte le capitali più importanti del globo, facendo ritorno di tanto in tanto a Napoli per salutare la famiglia.

Nonostante fosse impegnato nella vita da “adulto”, Ramon decise, a 14 anni, di cominciare a studiare da autodidatta, per disegnarsi un futuro migliore, sicuramente migliore del presente del padre. Con i soldi che riceveva in regalo dai genitori, per l’aiuto a lavoro, di nascosto cominciò a comprare libri su libri e a leggere, leggere e leggere. Ricordava a memoria quasi tutti i libri che leggeva, soprattutto quelli che riteneva più interessanti, riguardanti un certo Freud, di psicanalisi. La sua cultura cominciò ad aumentare sempre più, trasformandolo in una vera a propria macchina colma di informazioni.

Durante uno dei suoi viaggi Miguel, il suo gatto, morì, provocando in lui così tanto dolore da gettarsi in mare, speranzoso di annegare. Così non fu: venne salvato dal padre e riportato a casa, dove rimase senza più muoversi, in depressione, per quasi 4 mesi.
Preoccupato per la sua situazione, il padre, decise di affidarlo alle cure di un suo amico, visto che la madre sarebbe partita di lì a poco nuovamente per l’Italia.
Ramon si ritrova a convivere con un uomo, non molto anziano, ma molto strano, praticante di magia nativa sudamericana. Scoprì in poco tempo che l’amico del padre era in realtà uno sciamano.
Cominciò a studiare anch’egli l’arte della magia sudamericana, dei riti, delle tradizioni.
Più approfondiva la conoscenza di questa nuova arte e più cresceva dentro lui la voglia di fare qualcosa di impensabile per un normale essere umano: riportare in vita il suo gatto.
Decise di parlarne con lo sciamano. Sapeva che la cosa non sarebbe stata facile ma voleva provarci lo stesso.
Lo sciamano avrebbe provato a trasferire l’anima di Miguel nel corpo di un altro gatto, con l’aiuto di Ramon durante il rito.
Era tutto pronto quando proprio nel momento del “passaggio” dell’anima,  Ramon si intromise, bloccando il rito, gridando verso lo sciamano pregandolo di fermarsi. Dopotutto, ciò che stava per fare avrebbe soltanto causato la morte di un altro gatto, innocente per giunta.

Il rito venne bloccato prematuramente e le fiamme avvolsero Ramon, scaraventandolo via.
Lo sciamano provò a estinguerle, preoccupato per la sorte di Ramon. Le fiamme stesse, però,  sembrarono estinguersi da sole, quasi assorbite dalla pelle del ragazzo. Inspirò l’aria che lo avvolgeva e svenne, sentendo qualcos’altro entrare dentro lui, con potenza, prepotenza. Provava a trovare il suo spazio dove non v’era spazio. Ramon sarebbe morto.
Un miracolo, secondo lo sciamano, quando il ragazzo riaprì gli occhi il mattino successivo, del tutto cosciente e in ottima salute. Ramon non ricordava nulla di quello successo la sera precedente. Chiese spiegazioni. Le parole che uscirono dalla bocca dello sciamano furono per lui motivo di grande stupore: il suo corpo, da quella sera, fu dimora non più di una sola anima, bensì, di due.
Come si dice a volte “Due corpi, una sola anima”…nel suo caso invece “Due anime, un solo corpo”.
Ramon, più forte che mai nello spirito, e sorretto da una strana forza, decise di riprendere la sua vita, tornando in Italia dalla madre.
In poco tempo si accorse che poteva fare cose che non era mai riuscito a fare. Insieme all’anima di Miguel, aveva ricevuto equilibrio, velocità, prontezza di riflessi. La capacità di sentire ogni minimo rumore…la capacità di comportarsi come un vero e proprio gatto, riuscendo anche a tramutare i suoi occhi proprio come quelli di un felino.
Fortunatamente riuscì quasi subito a controllare l’istinto del suo nuovo spirito, riuscendo a tenerlo quasi sempre sotto controllo. Solo la rabbia, la frenesia, e altre emozioni forti non esercitavano attrito su quell’istinto, facendogli perdere così il controllo.
Ha 16 anni quando per caso, tornando a casa da un giro con gli amici, trova a letto sua madre con l’amante, impazzisce di collera e, soffocando il rimorso, comincia a pianificare la sua vendetta.
Pochi giorni dopo l’amante della madre viene trovato brutalmente ucciso fuori al portone di casa sua, pieno di graffi inumani, provocati come da un gatto. Alcuni testimoni dicono che oltre alle grida dell’uomo si distinguevano distintamente strazianti miagolii di diversi gatti.
Ramon sapeva benissimo ciò che aveva fatto, ne era cosciente e consapevole. Era stata una vigliaccheria servirsi del suo potere per costringere dei gatti innocenti ad uccidere un uomo. Ma dopotutto, la rabbia, acceca tutti. Chi in un modo, chi in un altro.
Il suo carattere porta a dimenticare presto l’accaduto, o meglio parlando, a metterlo da parte. Viene a conoscenza dello Xavier, e una notte fugge via, prendendo l’aereo che lo avrebbe portato in una realtà ben differente da quella che lo circondava…in una realtà dove sarebbe stato più a suo agio. Sia lui che Miguel.